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Novità in tema di mediazione civile e commerciale e negoziazione assistita.

Se tutto va bene riforma giustizia civile pronta entro il prossimo anno. Fra le tante novità  introdotte dal ddl approvato dal Senato il 21 settembre 2021 “Delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata”, spiccano i cambiamenti in tema di mediazione civile e commerciale e negoziazione assistita.

Il d.d.l. pevede un insieme di vantaggi fiscali per favorire  la conclusione degli accordi extragiudiziali: incremento, da 50mila e 100mila euro, del limite per l’esenzione dall’imposta di registro del verbale di accordo; semplificazione delle disposizioni applicabili per la determinazione del credito d’imposta riconosciuto alle parti in caso di successo della mediazione; estensione del credito d’imposta al compenso dell’avvocato e al contributo unificato sostenuto dalle parti; allargamento del gratuito patrocinio  alle procedure di mediazione e di negoziazione assistita. Inoltre, previsione della possibilità, per i consulenti del lavoro, di partecipare al procedimento di negoziazione assistita nelle controversie di lavoro.

L’ambito delle alternative dispute resolution (ADR), sono le prime ad essere trattate dal disegno di legge, ed il primo gruppo di princìpi e criteri direttivi concerna il riordino e la semplificazione della disciplina degli incentivi fiscali attinenti a tali procedure stragiudiziali, prevedendo:

  • l’incremento della misura dell’esenzione dall’imposta di registro di cui all’articolo 17, comma 3, del d.lgs. n. 28/2010;
  • la semplificazione della procedura prevista per la determinazione del credito d’imposta di cui all’articolo 20 del d.lgs. n. 28/2010, e il riconoscimento di un credito d’imposta commisurato al compenso dell’avvocato che assiste la parte nella procedura di mediazione, nei limiti previsti dai parametri professionali;
  • l’ulteriore riconoscimento di un credito d’imposta commisurato al contributo unificato corrisposto dalle parti nel giudizio che risulti estinto a seguito della conclusione dell’accordo di mediazione;
  • l’estensione del patrocinio a spese dello Stato alle procedure di mediazione e di negoziazione assistita;
  • la previsione di un credito d’imposta in favore degli organismi di mediazione, commisurato all’indennità non esigibile dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato;
  • la riforma delle spese di avvio della procedura di mediazione e delle indennità spettanti agli organismi di mediazione;
  • un monitoraggio del rispetto del limite di spesa destinato alle misure previste che, al verificarsi di eventuali scostamenti rispetto al predetto limite di spesa, preveda il corrispondente aumento del contributo unificato.

Teso Unico degli strumenti complementari (TUSC).

Al fine di raccogliere tutte le discipline in un testo unico degli strumenti complementari alla giurisdizione (TUSC), la delega racchiuderebbe anche un’opera di armonizzazione della normativa in materia di procedure stragiudiziali di risoluzione delle controversie previste dalla legge (ad eccezione dell’arbitrato),

Allargamento del ricorso obbligatorio alla mediazione. In via preventiva, la mediazione obbligatoria dovrebbe essere allargata a molteplici ambiti negoziali, quali:

  • contratti di associazione in partecipazione,
  • di consorzio,
  • di franchising,
  • di opera,
  • di rete,
  • di somministrazione,
  • di società di persone e di subfornitura,

Procedimenti di opposizione a decreto ingiuntivo. Nell’esercizio della delega, il Governo, in ipotesi di mediazione obbligatoria nei procedimenti di opposizione a decreto ingiuntivo, dovrà individuare la parte onerata dal presentare la domanda di mediazione, come anche definire il regime del decreto ingiuntivo laddove la parte obbligata non abbia soddisfatto la condizione di procedibilità.

Partecipazione delle parti. Anche in considerazione dei numerosi interventi giurisprudenziali in tema di partecipazione personale delle parti, tra i principi ed i criteri direttivi, vincolanti nell’esercizio della delega, compare il riordino delle disposizioni nel senso di favorire la partecipazione personale delle parti, l’effettivo confronto sulle questioni controverse, regolando gli effetti della mancata partecipazione alla procedura di mediazione.

Delegati dalle parti. Viene contemplata la possibilità per le parti del procedimento di mediazione di delegare, in presenza di giustificati motivi, un proprio rappresentante a conoscenza dei fatti e munito dei poteri necessari per la soluzione della controversia, come anche la previsione che le persone giuridiche e gli enti partecipino al procedimento di mediazione avvalendosi di rappresentanti o delegati a conoscenza dei fatti e muniti dei poteri necessari per la soluzione della contesa.

Rappresentanti delle amministrazioni pubbliche. Il testo indica che la conciliazione nel procedimento di mediazione ovvero in sede giudiziale, non può dar luogo a responsabilità contabile per i rappresentanti delle p.a., salva l’ipotesi in cui sussista dolo o colpa grave (negligenza inescusabile derivante dalla grave violazione della legge o dal travisamento dei fatti).

Amministratore del condominio. Dovrebbe venire legittimato ad attivare un procedimento di mediazione, ad aderirvi e a parteciparvi, e il Governo dovrà prevedere che l’accordo di conciliazione, riportato nel verbale, o la proposta del mediatore, siano sottoposti all’approvazione dell’assemblea condominiale che delibera con le maggioranze ex articolo 1136 c.c. e che, in ipotesi di mancata approvazione, la conciliazione si intende non conclusa, o la proposta del mediatore non approvata.

Relazione dell’esperto. Quando il mediatore procede ai sensi dell’articolo 8, comma 4, del d.lgs. n. 28/2010, sussisterà la possibilità per le parti di stabilire, al momento della nomina dell’esperto, che la sua relazione possa essere prodotta in giudizio e liberamente valutata dal giudice.

Formazione ed aggiornamento dei mediatori. Dovrebbe essere implementata, anche prevedendo che coloro che non abbiano conseguito una laurea in discipline giuridiche, possano essere abilitati a svolgere l’attività di mediatore dopo aver conseguito un’adeguata formazione tramite specifici percorsi di approfondimento giuridico.

Enti abilitati a costituire organismi di mediazione. Si intende potenziare i requisiti di qualità e trasparenza del procedimento di mediazione, anche riformando i criteri indicatori dei requisiti di serietà ed efficienza degli enti pubblici o privati per l’abilitazione a costituire gli organismi di mediazione (di cui all’articolo 16 del d.lgs. n. 28/2010) e le modalità della loro documentazione per l’iscrizione nel registro previsto dalla legge.

Responsabile dell’organismo di mediazione. Si prevede la riforma dei criteri di valutazione dell’idoneità del responsabile dell’organismo di mediazione, come anche degli obblighi del responsabile dell’organismo di mediazione e del responsabile scientifico dell’ente di formazione.

Mediazione demandata dal giudice. Dovrebbe essere convogliata in un regime di collaborazione fra gli uffici giudiziari, le università, l’avvocatura, gli organismi di mediazione, gli enti e le associazioni professionali e di categoria sul territorio, che consegua stabilmente la formazione degli operatori, il monitoraggio delle esperienze e la tracciabilità dei provvedimenti giudiziali che demandano le parti alla mediazione. Agli stessi fini il Governo dovrà prevedere l’istituzione di percorsi di formazione in mediazione per i magistrati e la valorizzazione di detta formazione e dei contenziosi definiti a seguito di mediazione, o comunque mediante accordi conciliativi, al fine della valutazione della carriera dei magistrati.

Modalità telematiche. Dovrà inoltre essere previsto che le procedure di mediazione e di negoziazione assistita possano essere svolte, su accordo delle parti, tramite modalità telematiche, e che gli incontri possano svolgersi con collegamenti da remoto.

Controversie individuali di lavoro. Senza che ciò costituisca condizione di procedibilità dell’azione, dovrà essere prevista la possibilità di ricorrere alla negoziazione assistita, a condizione che ciascuna parte sia assistita dal proprio avvocato, nonché, ove le parti lo ritengano, finanche dai rispettivi consulenti del lavoro, e prevedere altresì che al relativo accordo sia assicurato il regime di stabilità protetta ex articolo 2113, quarto comma, c.c.

Procedura di negoziazione assistita. Dovrà essere semplificata, anche prevedendo che, salvo diverse intese tra le parti, sia utilizzato un modello di convenzione elaborato dal CNF.

Attività di istruzione giudiziale. Nell’ambito della procedura di negoziazione assistita, dovrà essere previsto che quando la convenzione di cui all’articolo 2, comma 1, del d.l. n. 132/2014 (convertito, con modificazioni, dalla l. n. 162/2014) la prevede espressamente, sarà effettiva la possibilità di svolgere, nel rispetto del principio del contraddittorio e con la necessaria partecipazione di tutti gli avvocati che assistono le parti coinvolte, l’attività istruttoria “di istruzione stragiudiziale”, consistente nell’acquisizione di dichiarazioni da parte di terzi su fatti rilevanti in relazione all’oggetto della controversia e nella richiesta alla controparte di dichiarare per iscritto, ai fini di cui all’articolo 2735 c.c., la verità di fatti ad essa sfavorevoli e favorevoli alla parte richiedente.

GIUSTIZIA. CRISI D’IMPRESA DL IN GAZZETTA

Roma, 25 agosto 2021 – È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto sulla crisi d’impresa. A fronte dell’aumento delle imprese in difficoltà o insolventi e della necessità di fornire nuovi ed efficaci strumenti per prevenire e affrontare situazioni di crisi, si prevedono quattro ordini di intervento.

Si stabilisce il rinvio al 16 maggio 2022 dell’entrata in vigore del codice della crisi d’impresa, per adeguarne gli istituti alla direttiva 2019/1023.

Si introduce l’istituto della “composizione negoziata della crisi”, che rappresenta un nuovo strumento di ausilio alle imprese in difficoltà, finalizzato al loro risanamento. Si tratta di un percorso di composizione esclusivamente volontario e caratterizzato da assoluta riservatezza. Si accede tramite una piattaforma telematica. All’imprenditore si affianca un esperto, terzo e indipendente e munito di specifiche competenze, al quale è affidato il compito di agevolare le trattative con i creditori, necessarie per il risanamento dell’impresa.

Si modifica la legge fallimentare, con l’anticipazione di alcuni strumenti di composizione negoziale già previsti dal codice della crisi.

Si stabilisce il rinvio al 31 dicembre 2023 del Titolo II sulle misure di allerta, per sperimentare l’efficacia della composizione negoziata e rivedere i meccanismi di allerta contenuti nel codice della crisi d’impresa.

COMMISSIONE DI ESPERTI PER GLI INDICI SINTETICI DI AFFIDABILITÀ FISCALE (ISA)

Nella riunione del 9 aprile 2021, la Commissione degli esperti  ha approvato il seguente documento, che qui si pubblica curato e predisposto dalla segreteria della Commissione. Se ne consiglia la lettura,

” La Commissione si è riunita in data 9 aprile 2021 in relazione al seguente ordine del giorno:

1)  illustrazione degli interventi correttivi straordinari “COVID-19” relativi agli ISA in applicazione per il p.i. 2020;

2)  ulteriori cause di esclusione per il p.i. 2020;

3)  aggiornamento delle misure di ciclo settoriale e degli indici di concentrazione della domanda e dell’offerta;

4)  aggiornamento delle analisi territoriali;

5)  varie ed eventuali.

In relazione al primo punto all’ordine del giorno, è stata illustrata la metodologia utilizzata per effettuare gli interventi di natura straordinaria (correttivi COVID) sui 175 ISA in applicazione per il periodo d’imposta 2020, per tener conto della crisi economica conseguente alla situazione di emergenza epidemiologica verificatasi nel 2020.

In particolare, sono stati effettuati i seguenti interventi straordinari:

  • –  modifica degli indicatori elementari di affidabilità definiti tramite “stime panel” (ricavi per addetto, compensi per addetto, valore aggiunto per addetto e reddito per addetto);
  • –  modifica degli indicatori elementari di affidabilità e di anomalia definiti da “soglie economiche di riferimento”.In merito al secondo punto all’ordine del giorno, relativo alle cause di esclusione dall’applicazione degli ISA, introdotte al fine di tener conto della citata crisi economica, è stato illustrato un ulteriore intervento straordinario che prevede

l’esclusione dall’applicazione degli ISA dei settori (codici attività) per i quali, a seguito di specifiche analisi sui dati delle liquidazioni periodiche IVA e della fatturazione elettronica, più della metà dei contribuenti presenta nel 2020 una contrazione superiore al 33% dell’imponibile rispetto all’anno d’imposta precedente. Si tratta, in particolare, di ulteriori 82 codici ATECO, di cui 3 afferenti al comparto dell’agricoltura, 7 al comparto del commercio, 33 al comparto della manifattura, 1 al comparto delle professioni e 38 al comparto dei servizi, che si aggiungono agli 85 codici ATECO già individuati con il DM 2 febbraio 2021.

In merito ai primi due punti all’ordine del giorno, la Commissione ha espresso parere favorevole ad eccezione del rappresentante dell’ANDI che ha espresso parere contrario.

In riferimento ai punti 3 e 4 all’ordine del giorno, relativi agli aggiornamenti delle misure di ciclo settoriale e degli indici di concentrazione della domanda e dell’offerta, la Commissione ha fornito, all’unanimità, parere favorevole “.

Presentazione riunione del 9 aprile 2021

GIUSTIZIA TRIBUTARIA, AL VIA LA COMMISSIONE INTERMINISTERIALE GIUSTIZIA-MEF

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, e la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, hanno firmato il decreto con cui viene istituita una commissione interministeriale sulla giustizia tributaria, con il compito di analizzare e formulare proposte di intervento, per far fronte al contenzioso arretrato e ridurre la durata dei processi. La giustizia tributaria rientra nelle competenze del Ministero dell’Economia e delle Finanze; il Ministero della giustizia è coinvolto sul fronte del ricorso in Cassazione, dove il contenzioso tributario rappresenta una delle componenti principali dell’arretrato accumulato (50.000 i ricorsi pendenti stimati a fine 2020, con una percentuale di riforma delle decisioni di appello del 45%).

La commissione interministeriale sarà presieduta da Giacinto della Cananea, docente di diritto amministrativo presso l’Università Bocconi di Milano e componente del Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria. Vicepresidente, Fabrizia Lapecorella, Direttore generale delle Finanze presso il Mef. Sedici in totale i componenti (Massimo Guido Antonini, Pietro Bracco, Clelia Buccico, Margherita Cardona Albini, Gianni De Bellis, Andrea Giovanardi, Enrico Manzon, Sebastiano Maurizio Messina, Domenico Pellegrini, Ernesto Maria Ruffini, Livia Salvini, Maria Vittoria Serranò, Luca Varrone, Glauco Zaccardi).

La Commissione entro il 30 giugno 2021, presenterà ai Ministri una relazione sull’esito dei lavori svolti e le proposte di intervento formulate. Una riforma strutturale della giustizia tributaria rientra tra le priorità d’azione indicate dal Governo ed è coerente con le indicazioni dell’Unione europea.

novità 2021 – pagamento dei contributi e impianto sanzionatorio

Questa la comunicazione ricevuta  dai delegati alla Cassa dell’odcec.

” Gentile Collega, ti informiamo che all’inizio del nuovo anno entreranno in vigore alcune novità relative al Regolamento della previdenza che riguardano un generale ammodernamento del testo e alcune novità tra le quali il metodo di accertamento dei contributi annuali e la revisione dell’apparato sanzionatorio.

Di seguito un breve riepilogo:

1) Norme sulla pre-iscrizione dei tirocinanti

E’ stato introdotto un limite di età pari a 50 anni per la pre-iscrizione alla Cassa e si è definita la natura delle somme versate durante il periodo di tirocinio.

2) Contributi dovuti dai pensionati di altre forme di previdenza obbligatoria

A partire dal 1° gennaio 2021 gli iscritti alla Cassa che sono anche pensionati di un altro Ente di previdenza obbligatoria verseranno i contributi nelle seguenti misure:

  1. a)  Contributo Soggettivo (in % al reddito con obbligo del minimo ma in misura pari alla metà);
  2. b)  Contributo Integrativo (In % al volume di affari senza obbligo del minimo);
  3. c)  Contributo Supplementare (in % al reddito con obbligo del minimo ma in misura pari allametà)

Se un iscritto CNPR è anche titolare di una pensione erogata da un altro Ente di previdenza obbligatoria riceverà entro gennaio 2021 una comunicazione personalizzata che le spiegherà cosa cambia nei suoi contributi.

3) Calcolo dei contributi da versare in caso di omesso invio o di ritardo dell’invio del modello A19(dichiarazione obbligatoria annuale dei dati reddituali dell’iscritto)

L’Ente previdenziale accerterà i contributi dovuti sulla base dei dati (reddito Irpef e volume di affari Iva) dichiarati l’anno precedente oppure, in assenza anche di questi, accerterà i contributi minimi.

4) Raggiungimento degli anni di contribuzione per la pensione di vecchiaia ma non ha ancora l’età anagrafica per accedere al diritto

Dal 2021 l’iscritto CNPR che ha maturato il requisito degli anni di contribuzione per la pensione di vecchiaia della Cassa ma è in attesa di maturare l’età anagrafica per conseguirne il diritto, può chiedere di versare meno contributi.

Si tratta in buona sostanza di una facoltà data all’iscritto di versare la metà del contributo soggettivo e di non versare il minimo del contributo integrativo ma solo il 4% sul volume di affari effettivamente dichiarato È bene precisare a tal proposito che ai fini del raggiungimento del requisito contributivo non si contano i periodi di iscrizione presso altri Enti, salvo che gli stessi non siano stati ricongiunti presso Cnpr.

Entro la fine del mese di gennaio 2021 verrà inviata una comunicazione personalizzata a tutti gli iscritti che hanno le caratteristiche sopra indicate, nella quale sarà spiegato il modus operandi per richiedere il

pagamento in misura ridotta utilizzando la procedura on line che sarà attivata nell’area riservata dell’iscritto sul sito della CNPR.

5) Accertamento e riscossione dei contributi previdenziali

In tema di accertamento e pagamento dei contributi: si passa da cinque rate per le quote minimali e due rate per le eventuali eccedenze, a sette rate annuali equamente distribuite con saldo a dicembre.

I contributi, a partire dal 1° gennaio 2021 sono ripartiti a inizio anno in 7 rate di uguale importo; le scadenze restano quelle consuete: 16 febbraio, 16 aprile, 16 giugno, 16 luglio, 16 settembre, 16 ottobre, 16 dicembre.

Per l’anno 2021, la prima rata è posticipata dal 16 febbraio al 28 febbraio.

In corso d’anno l’importo delle rate ancora da versare può variare in base ai redditi dichiarati entro luglio con il modello A19. In caso di importi dovuti maggiori rispetto all’anno precedente, la differenza sarà imputata alla rata di dicembre.

6) Regime sanzionatorio

a) MOD. A19

La sanzione per il ritardo nella presentazione della dichiarazione obbligatoria (mod.A19) è ridotta ad 1/5 nel caso in cui l’acquisizione dei dati reddituali non comporti un incremento dei contributi dovuti.

b) Contributi versati in ritardo o non versati

Sono state fortemente ridotte le sanzioni in caso di ritardi lievi mentre sono state inasprite le sanzioni per chi paga con ritardi superiori ai sei mesi.

  • –  RIDUZIONI IN CASO DI RITARDI BREVI:
    •   Sanzione pari a 1/8 se si versa entro 60 giorni dalla scadenza (se non ancora contestati)
    •   Sanzione pari a 1/5 se si versa oltre il 60° ed entro il 120° giorno (se non ancora contestati)
    •   Sanzione pari a 1/3 se importi già contestati ma versati entro il termine previsto nellacontestazione e comunque entro il 180° giorno
  • –  LE NUOVE SANZIONI
    •   1% mensile per ritardi nei pagamenti entro 365 giorni
    •   2% mensile a partire dal 366° giorno
    •   Limite massimo: 60% degli importi dovuti

7) Limiti alle revisioni sanitarie e amministrative delle pensioni di invalidità

  • –  Dopo il secondo accertamento che conferma lo stato di invalidità non si procede a ulteriori controlli sanitari.
  • –  Non si procede ad accertamento amministrativo se i redditi professionali medi dei due anni antecedenti quello dell’accertamento, risultano inferiori al minimo di pensione del Fondo pensioni lavoratori dipendenti dell’Assicurazione Generale Obbligatoria;

– E’ stata modificata la misura del trattamento minimo delle pensioni di reversibilità di pensionati di invalidità;

  1. 8)  Estensione dell’integrazione al minimo a tutte le pensioni di reversibilità di pensionati di invalidità
  2. 9)  Pensione supplementare accessibile ai pensionati della“Gestione separata”

A partire dal 1° gennaio 2021 anche i pensionati della c.d. Gestione separata introdotta dalla Legge 335/95 possono richiedere, in presenza dei prescritti requisiti, la pensione supplementare

Sul sito www.cassaragionieri.it , nella sezione centrale della home page dedicata alle notizie, ci sono tutti i riferimenti delle suindicate novità e, alcuni esempi sulle principali modifiche e il testo del nuovo Regolamento

Certi di averti fatto cosa gradita ti salutiamo e restiamo a tua disposizione per eventuali chiarimenti

I delegati CNPR – ODCEC Salerno Giuseppe Esposito
Roberto Tipaldi

Il SUPERBONUS (110%) e le risposte chiarificatrici dell’Agenzia delle Entrate

Si pubblica la circolare  n. 30/E  dell’Agenzia delle Entrate avente ad oggetto: Detrazione per interventi di efficientamento energetico e di riduzione del rischio sismico degli edifici prevista dall’articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio) – Risposte a quesiti.

Circolare n. 30_2020

Efficienza energetica e misure antisismiche, le novità per accedere al Superbonus al 110%

MEF – Newsletter n.38 del 02 settembre 2020

GREEN ECONOMY

Efficienza energetica e misure antisismiche, le novità per accedere al Superbonus al 110%

Il Dl Rilancio ha introdotto una detrazione pari al 110% delle spese sostenute per alcune tipologie di interventi di efficienza energetica e di misure antisismiche sugli edifici nel periodo compreso dal primo luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021.

Il Dl Rilancio ha introdotto una detrazione pari al 110% delle spese sostenute per alcune tipologie di interventi di efficienza energetica e di misure antisismiche sugli edifici nel periodo compreso dal primo luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021.

Tali misure si applicano esclusivamente agli interventi effettuati dai condomìni, dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni (la detrazione non si applica agli immobili relativi all’impresa o strumentali all’esercizio di arti o professioni), dagli Istituti autonomi case popolari (IACP), dalle cooperative di abitazione, dagli enti del Terzo settore, nonché, per specifici interventi, dalle associazioni e dalle società sportive dilettantistiche. Per gli IACP la norma prevede che il Superbonus spetti anche per le spese sostenute dal 1° gennaio 2022 al 30 giugno 2022.

Per le persone fisiche, le agevolazioni per la riqualificazione energetica degli edifici si applicano per gli interventi realizzati su un numero massimo di due unità immobiliari.

Le norme non si applicano alle abitazioni di tipo signorile, ville e castelli ovvero palazzi di eminenti pregi artistici o storici e la detrazione è concessa a condizione che la regolarità degli interventi sia asseverata da professionisti abilitati, che devono anche attestare la congruità delle spese sostenute con gli interventi agevolati.

In particolare, la detrazione prevista per la riqualificazione energetica degli edifici, prevista anche per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica nonché di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici stessi, si applica alle spese documentate a carico del contribuente, comprese anche quelle delle prestazioni professionali sostenute per la realizzazione dell’intervento, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo.

La detrazione può riguardare:

  1. interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate superiori al 25% del totale ed è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a:
    • 50.000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
    • 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari;
    • 30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.
  2. Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti centralizzati per riscaldamento, raffreddamento o fornitura di acqua calda a pompa di calore, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici o di microgenerazione. La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 20.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti fino a otto unità immobiliari ovvero a 15.000 euro per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.
  3. Interventi sugli edifici unifamiliari o su unità all’interno di edifici plurifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti centralizzati per riscaldamento, raffreddamento o fornitura di acqua calda a pompa di calore, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici o di microgenerazione. La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30.000 euro e, come nel caso precedente, è riconosciuta anche per le spese di smaltimento e bonifica del vecchio impianto

Per le spese relative a specifici interventi antisismici, comprese quelle per le relative prestazioni professionali, la detrazione viene aumentata al 110%:

  1. L’agevolazione attualmente prevista al 50% per opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali, di edifici ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (1 e 2)
  2. L’agevolazione su interventi di riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore (ora agevolati al 70% su case singole e 75% su condomìni) e due classi (ora agevolati rispettivamente all’80% e 85%) nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

Con il recente Decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo Economico – di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – sono stati specificati nel dettaglio alcuni elementi fondamentali per consentire la piena fruizione della detrazione.

In particolare, vengono previsti gli adempimenti da effettuare, tra i quali:

  • acquisizione dell’asseverazione di un tecnico abilitato che attesti la rispondenza ai requisiti richiesti per l’accesso alla detrazione e la congruenza tra i costi e l’intervento effettuato
  • acquisizione dell’attestato di prestazione energetica
  • conservare le fatture o le ricevute fiscali delle spese sostenute e la ricevuta del bonifico bancario con cui è stato effettuato il pagamento
  • trasmettere all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori i dati della scheda descrittiva degli interventi
  • effettuare il pagamento delle spese mediante bonifico bancario o postale

Il Decreto, inoltre, indica le modalità di trasferimento delle detrazioni non utilizzate, in tutto o in parte, che possono essere trasmesse all’acquirente dell’immobile residenziale su cui sono stati effettuati gli interventi; in caso di decesso dell’avente diritto, il beneficio si trasmette per intero all’erede. I beneficiari possono optare per la cessione del credito di imposta corrispondente alla detrazione, nonché per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori.

All’Enea sono affidati compiti di monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica e dell’efficacia dell’utilizzo delle risorse pubbliche impiegate e di trasmissione al Ministero dello Sviluppo Economico, entro il 31 marzo di ogni anno, di un rapporto tecnico-economico relativo all’anno precedente.

Per queste attività, Enea può effettuare controlli, anche a campione, per valutare le condizioni per la fruizione delle detrazioni fiscali.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori dettagli in merito al Superbonus al 110% in una circolare e in un provvedimento che contiene disposizioni per l’attuazione delle misure.

 Per saperne di più

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Riduzione del canone di locazione per le attività produttive a causa dell’emergenza epidemiologica

Va bene tutto; quello che non va bene è  che l’Erario non restituisce l’imposta  di registro in capo a chi l’ha pagata. L’Agenzia delle Entrate dovrebbe determinarsi, affinché il proprietario dell’immobile possa ridurre l’imposta IRPEF  in proporzione al mancato introito della somma specificata nel contratto regolarmente registrato (Nota della redazione

 

TRIBUNALE DI BARI
SECONDA SEZIONE CIVILE – UFFICIO ESECUZIONI IMMOBILIARI 
n. 334/2018 R.G.E.

Il G.E.
letta l’istanza presentata dalla ditta A.S. di page1image66009728 page1image66001280per il tramite del Custode, depositata in data 20/04/2020, successivamente “rimodulata” e “superata” dall’istanza del 18/05/2020, in considerazione della normativa in materia di credito di imposta

afferente al contratto di locazione (cfr. artt. 65, D.L. n. 18/2020 e 28 D.L. n. 34/2020); dato atto che, come compiutamente rappresentato dal Professionista nell’istanza:
– l’immobile oggetto della presente esecuzione “è parzialmente locato alla ditta…con contratto di locazione commerciale…registrato…opponibile alla procedura”, che prevede il pagamento del canone mensile di € 1.200,00 oltre IVA;
– nel plesso viene svolta attività commerciale non alimentare;
– 
constatato, a seguito dell’accesso e delle attività degli Ausiliari, che “il canone di locazione afferiva solo a una porzione dell’immobile (precisamente quella contraddistinta in catasto al foglio 36, p.lla 2550, sub 26, mentre non era indicata quella contraddistinta al sub 27 pure pignorata)”, previa autorizzazione del G.E. in data 12/12/2019 è stato sottoscritto con la medesima ditta contratto precario, risolutivamente condizionato alla vendita, per la residua porzione (sub 27), pattuendo il pagamento di un corrispettivo mensile di € 420,00, a decorrere dal mese di novembre 2019;
– 
in considerazione dell’emergenza epidemiologica e della correlata momentanea chiusura della propria attività commerciale, la conduttrice ha proposto la temporanea riduzione del corrispettivo previsto nel contratto precario nella misura del 60% per i canoni di marzo e aprile 2020 e nella misura del 50% per i canoni da maggio a luglio 2020, riservandosi di beneficiare della citata normativa in materia di credito di imposta con riguardo al contratto di locazione;
osservato che, giusta art. 484 c.p.c., la valutazione sulla impossibilità di adempiere 
all’obbligazione contrattuale discendente da contratto precario oneroso rientra nella potestas judicandi del G.E. che lo autorizzato, conseguentemente parimenti spettando al G.E. il valutare ogni richiesta afferente alla sospensione del versamento dei relativi “canoni” o alla rimodulazione degli stessi;
osservato altresì a tal fine che, nella generale ottica costi/benefici (cui, si ritiene, debba essere orientata ogni valutazione in parte qua del G.E. ai sensi dell’art. 484 c.p.c. cit.), il G.E. ben può autorizzare, in presenza di siffatte istanze o di comportamenti inadempienti del contraente, la rinegoziazione del contratto o decidere di attendere” nell’emissione dell’ordine di liberazione, in considerazione delle peculiarità del caso concreto e nel generale contemperamento degli interessi, talvolta contrapposti, coinvolti nella procedura, in una valutazione complessiva delle posizioni in gioco che non può essere limitata alla mera ottica acquisitiva delle rendite ma deve essere estesa all’aspetto manutentivo-conservativo del cespite, al fine di preservarne il valore;
preso atto, a tal riguardo, del comportamento finora virtuoso 
dall’istante;
ritenuto che la proposta formulata, in considerazione della peculiarità del momento storico ed economico, della specifica situazione commerciale del conduttore e della limitata ripresa delle attività nazionali, sia meritevole di accoglimento, pure rintracciandosi utile ausilio ermeneutico non solo nell’art. 91 d.l. n. 18/2020, conv. nella legge n. 27/2020, cit., ma anche, per eadem ratio, nell’art. 103, co. 6, d.l. cit. (tali disposizioni vengono richiamate pure dal Professionista, il quale corrobora il proprio iter argomentativo altresì con menzione degli artt. 1256, 1258, 1464, 1467, 1175 e 1375 c.c.);

considerato che, alla luce della copiosa corrispondenza intercorsa tra la conduttrice e il Custode, sulla cui scorta la ditta istante ha per ben due volte rimodulato (e in senso maggiormente favorevole per la procedura) la propria istanza, può procedersi all’autorizzazione de qua pure in disparte l’assunzione della posizione del creditore, stante la predetta valutazione di convenienza economico-gestoria effettuata da questo G.E. nelleccezionalità del contesto attuale;

visto l’art. 484 c.p.c.;

p.q.m.

AUTORIZZA quanto disposto in parte motiva;

ONERA il Custode di segnalare tempestivamente al G.E. il ricorrere di eventuali inadempimenti della ditta per l’assunzione delle determinazioni del caso.
Si comunichi.
Bari, 09/06/2020

Il G.E.

Chiara Cutolo

Emergenza sanitaria e l’estate dei BONUS?

Sono scattate dall’1 luglio quello che si è deciso durante l’emergenza sanitaria, che piacciano o no, di seguito le misure adottate.

CONTANTI

La soglia dei trasferimenti in denaro tra privati è ridotta da 2.999,99 euro a 1.999,99 euro. La norma resterà in vigore fino al 31 dicembre 2021: dal 1° gennaio 2022, infatti, il limite scenderà di nuovo e verrà fissato a 999,99 euro. Chi non rispetterà questo vincolo rischierà una sanzione tra 2.000 e 50mila euro. Se la violazione riguarda importi superiori a 250mila euro, la sanzione viene quintuplicata sia nel minimo, vale a dire sarà compresa tra 10mila e 250mila euro”.

SUPERBONUS 110% –Si potrà beneficiare del superbonus del 110% sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021 (salvo proroghe) relative ai lavori edilizi finalizzati al miglioramento energetico degli edifici e che contengano almeno uno di questi interventi: isolamento termico degli edifici che copra almeno il 25% della superficie; sostituzione dell’impianto di riscaldamento con apparecchi ad alta tecnologia; messa in sicurezza antisismica di case ed edifici produttivi in zona sismica 1, 2 e 3. Per i lavori di isolamento e riscaldamento, serve un miglioramento di due classi energetiche e l’Ape ante e post lavori. Sono agevolati anche gli interventi legati a quelli principali, come l’installazione di pannelli fotovoltaici o le colonnine di ricarica per auto elettriche. Occorre, comunque, attendere i dettagli dell’agevolazione, che verranno resi noti dopo l’approvazione in Parlamento del decreto Rilancio (entro il 18 luglio).

BONUS LAVORO – Scompare il bonus Renzi, che verrà rimpiazzato con un bonus lavoro più ricco: 100 euro al mese anziché 80 euro. Resta escluso chi ha un reddito fino a 8.174 euro. Chi ha redditi compresi tra 8.174 euro e 28mila euro riceve il bonus in busta paga: si tratta di 1.200 euro annui a regime (600 per il secondo semestre 2020). A chi ha redditi compresi tra 28mila e 40mila euro è, invece, riconosciuta una detrazione pari a 600 euro in corrispondenza di un reddito di 28mila euro e decresce fino ad azzerarsi a un livello di reddito di 40mila euro”.

NUOVI ASSEGNI FAMILIARI – I dipendenti del settore privato (non agricoli) possono presentare le domande per ottenere il riconoscimento degli assegni al nucleo familiare (Anf) validi dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2021. La richiesta va presentata all’Inps solo per via telematica. L’importo, che segue una tabella pubblicata sul sito dell’Istituto, è stato aggiornato tenendo conto della variazione dell’inflazione calcolata dall’Istat.

BONUS PAGAMENTI ELETTRONICI – Si tratta di un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni con carte di debito, di credito, prepagate o tramite altri strumenti elettronici tracciabili. Il credito spetta se i ricavi o i compensi dell’anno d’imposta precedente non hanno superato i 400mila euro. E solo per le commissioni legate a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese dal 1° luglio ai consumatori finali.

BONUS VACANZE – Dal 1° luglio e fino al 31 dicembre di quest’anno, inoltre, si potrà chiedere il bonus vacanze per il pagamento di servizi offerti in Italia da imprese turistico-ricettive, agriturismi e bed&breakfast: 500 euro se la famiglia è composta da almeno tre persone, 300 in caso di due componenti e 150 per i single. Per usufruire del bonus bisogna installare ed effettuare l’accesso all’app IO, l’app* dei servizi pubblici, resa disponibile da PagoPA**. Per l’accesso è necessario la Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o la carta d’identità elettronica (Cie 3.0), previo possesso di una Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica) in corso di validità da cui risulti un indicatore Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) sotto i 40mila euro. L’80% del bonus verrà erogato sotto forma di sconto in fattura, mentre il restante 20% come detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi. Le spese vanno documentate con fattura, ricevuta o scontrino che riportino il codice fiscale del beneficiari.

CALENDARIO FISCALE –Diventa obbligatorio il contraddittorio preventivo con il contribuente. Termina il periodo di moratoria previsto per gli adempimenti il cui termine naturale sarebbe scaduto tra l’8 marzo e il 31 maggio. Si parla, ad esempio, della registrazione dei nuovi contratti di locazione o comodato. Possibile anche la rivalutazione di partecipazioni e terreni posseduti proprio alla data del 1° luglio.

PAGO IN RETE PER LE SCUOLE – Tutti i pagamenti legati al mondo della scuola dovrà essere effettuato attraverso la piattaforma ‘Pago in Rete’. Il sistema  dovrà essere utilizzato per pagare online tasse scolastiche; viaggi di istruzione; visite didattiche; assicurazione integrativa alunni; mense scolastiche autogestite; attività extracurriculari; contributi volontari; tasse universitarie o di laurea; contributi per i concorsi pubblici; bollo per il riconoscimento dei titoli di studio esteri. Per utilizzare la piattaforma, occorre dotarsi di Spid oppure registrarsi ai portali dell’Istruzione o dell’Università. Dopodiché, l’utente può scegliere se scaricare il documento di pagamento (che riporta Qr-Code e bollettino postale) e pagarlo alle Poste o in tabaccheria. Ma può anche pagare subito online con carta di credito o addebito in conto”.

  • IO App: è un’applicazione per ricevere messaggi, avvisi, comunicazioni dalla Pubblica Amministrazione.
  • ** PagoPA: PagoPA è il sistema nazionale per i pagamenti a favore della Pubblica Amministrazione.

In arrivo la proroga dei termini dei versamenti di giugno per i contribuenti ISA e i forfetari

Per tener conto dell’impatto dell’emergenza COVID-19 sull’operatività dei contribuenti di minori dimensioni e, conseguentemente, sull’operatività dei loro intermediari, è in corso di emanazione il DPCM che proroga il termine di versamento del saldo 2019 e del primo acconto 2020 ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA, per i contribuenti interessati dall’applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA), compresi quelli aderenti al regime forfetario.

Il termine di versamento in scadenza il 30 giugno sarà prorogato al 20 luglio, senza corresponsione di interessi.